AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici (circa 90 soci, con un fatturato complessivo superiore a 2 miliardi, oltre metà del valore del mercato biologico italiano) ha ospitato a Firenze, presso le strutture del socio Probios, la riunione del gruppo d’interesse delle imprese di trasformazione dei prodotti biologici europee (IGOP IFOAM-EU), nel cui ambito rappresenta l’Italia.

 

 

Entro un paio di mesi il Parlamento europeo licenzierà il nuovo regolamento che aggiornerà l’attuale quadro normativo, che risale al 2007, una scelta dovuta al fatto che da allora il numero delle aziende biologiche è aumentato dell’85% e l’entità della superficie agricola di oltre il 70%. Da qui la necessità per le maggiori organizzazioni europee di confrontarsi sulla bozza proposta da Bruxelles, analizzandola nel dettaglio e proponendo adeguamenti a sostegno di un equilibrato sviluppo del settore.

“La scelta biologica è ormai l’unica alternativa praticabile per l’agricoltura italiana ed europea, che da un lato sono in sofferenza per le dinamiche di prezzi sempre meno remunerativi, che inducono le aziende alla chiusura e dall’altra costituiscono un grave problema dal punto di vista ambientale. Le analisi delle strutture scientifiche del ministero per l’ambiente rivelano che ormai sono contaminati da oltre 200 pesticidi diversi più del 60% delle acque superficiali italiane e oltre il 30% di quelle profonde” – commenta Fernando Favilli, vicepresidente di AssoBio, che con Rossella Bartolozzi, CFO di Probios ha dato il benvenuto agli ospiti internazionali. “Lo stato compromesso dell’ambiente, l’esigenza di garantire la sicurezza alimentare dei consumatori e di allinearsi alla crescente e ormai inarrestabile domanda di prodotti puliti, sicuri, attenti all’ambiente, alla biodiversità e al benessere animale rendono assolutamente necessario invertire la rotta: la normativa europea deve affiancare la produzione agro-alimentare del continente nell’avvio di una grande conversione in chiave di sostenibilità. Ma dobbiamo anche garantire che lo sviluppo sia in linea con i principi alla base dell’approccio biologico, per evitare che questa grande opportunità di indirizzare l’economia lungo un percorso virtuoso venga banalizzato in un semplice allargamento delle gamme di un’industria affamata di ricavi immediati, ma priva di visione e di reale prospettiva”.

Ai due fitti giorni di lavoro fiorentini organizzati da AssoBio, che hanno visto anche la visita agli impianti dello stabilimento di Il nutrimento, hanno partecipato le delegazioni di Bioforum Vlaanderen (Belgio),  Organic Food Finland e Pro Luomu (Finlandia ed Estonia), Synabio (Francia), Assoziation ökologischer Lebensmittelhersteller (AöL, Germania),  Soil Association (Gran Bretagna), Bionext (Olanda), Ecovalia (Spagna) e lo staff di IFOAM-EU.