Assobio e l’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari presentano a Sana il report che per la prima volta fornisce rilevazioni complessive sulla vendita di frutta e verdura biologica nei diversi canali commerciali e che, inoltre, traccia un profilo ancora più dettagliato del consumatore: il 61% degli italiani sceglie il bio perché è sinonimo di salute e benessere, il 24% perché è più buono.

Bologna, 7 settembre 2018 –  La filiera biologica italiana continua a crescere e a godere di ottima salute grazie alla crescita dei comportamenti eco-sostenibili dei consumatori; in questo ambito le tendenze di consumo premiano l’ortofrutta, che si conferma il comparto biologico più apprezzato dagli italiani. Il valore complessivo delle vendite di ortofrutta biologica sfiora i 400 milioni di euro, considerando solo i due principali canali di acquisto, la distribuzione moderna (per il 49% degli italiani tale canale è prevalente) che registra oltre 316 milioni di euro di vendite negli ultimi 12 mesi (da luglio 2017 a giugno 2018), seguita dai negozi specializzati (canale prescelto dal 22% delle famiglie acquirenti) con oltre 83 milioni di euro; seguono gli acquisti diretti dai produttori (il 15% fa ricorso a questo canale per gli approvvigionamenti di prodotti ortofrutticoli biologici), i mercati e la vendita online.

Il bilancio più che positivo verrà presentato domani nel primo F&V Organic Monitor, lo studio affidato da AssoBio e da Alleanza delle Cooperative Agroalimentari a Nomisma per analizzare in profondità il comparto di frutta e verdura biologica e fornire una chiave operativa e strategica per tutti i produttori, i trasformatori e i retailer del settore. Vero elemento di novità, grazie alle rilevazioni fornite dai principali retailer del canale specializzato e della grande distribuzione come Coop, Conad, Auchan, Carrefour, Bennet, Pam Panorama e NaturaSì, lo studio Nomisma affianca per la prima volta ai dati delle performance dei prodotti venduti a peso imposto quelli dei prodotti venduti a peso variabile (che rappresentano il 44% delle vendite nella GDO), consentendo, finalmente, di conoscere le reali dimensioni del comparto ortofrutticolo biologico italiano. “Con il monitor ortofrutta completiamo il quadro delle informazioni di mercato che forniamo regolarmente alle nostre imprese, mettendole in grado di leggere le tendenze di tutti i canali commerciali e programmare di conseguenza le produzioni. Si tratta di uno strumento indispensabile ai professionisti del comparto per guardare al futuro, avviare le opportune strategie di sviluppo e orientare le politiche di vendita, ma che traccia anche un profilo sempre più dettagliato di chi consuma bio e perché”, dichiara il presidente di AssoBio, Roberto Zanoni. Dal report emerge anche un quadro interessante sul profilo dell’user di ortofrutta bio: il 92% degli acquirenti è laureato e l’88% ha meno di 35 anni. Nell’ultimo anno 7 famiglie su 10 hanno messo in carrello l’ortofrutta bio e il 72% delle famiglie italiane ha acquistato almeno una volta frutta e verdura biologiche (il 61% almeno una volta a settimana e il 25% due-tre volte al mese).
Secondo Davide Vernocchi, coordinatore del settore ortofrutticolo di Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, “è importante non solo eliminare tutti gli ostacoli che impediscono la crescita del segmento biologico, ma continuare ad accompagnare i consumi biologici con un’importante spinta di comunicazione, perché è proprio puntando sull’informazione ai consumatori che si rafforza e consolida la domanda di prodotti bio e si riesce ad aprire anche nuovi spazi di mercato alla parte produttiva”. Vernocchi ha inoltre evidenziato che “lo sviluppo del biologico, supportato da una adeguata ricerca, è anche chiamato a servire da traino per rendere l’agricoltura convenzionale più verde.”
Il report fornisce inoltre un’interessante fotografia sulle motivazioni che spingono all’acquisto i consumatori, che manifestano un approccio sempre più eco-sostenibile all’alimentazione: frutta e verdura biologica sono percepiti come sinonimo di salute e benessere (61% degli acquirenti segnalano tale fattore), sono garanzia di sicurezza e qualità dei prodotti (46%) e di rispetto per l’ambiente (34%). Ad incidere sulle scelte risultano anche il gusto (il 24% lo ritiene superiore) e i suggerimenti di medici e pediatri (4%). La top ten dei prodotti ortofrutticoli bio più venduti negli ultimi 12 mesi nella distribuzione moderna, considerando i prodotti venduti a peso imposto e a peso variabile, sono: 1) banane; 2) limoni; 3) pomodori; 4) carote; 5) zucchine; 6) mele; 7) aglio; 8) kiwi; 9) patate; 10) finocchi.

AssoBio – Fondata nel 2006 da 11 imprese, AssoBio conta oggi oltre 80 soci che pesano per oltre il 50% del mercato nazionale. Tra i suoi obiettivi l’integrità, il miglioramento della qualità e della quantità dei prodotti biologici, la tutela e il sostegno allo sviluppo delle imprese. AssoBio rappresenta inoltre le aziende biologiche nei confronti delle istituzioni europee, delle autorità competenti nazionali, nell’ambito della federazione interprofessionale italiana FederBio, dell’organizzazione europea IFOAM-EU, di quella mondiale IFOAM Organics e dei loro gruppi di lavoro tecnici, di cui è parte attiva.

Alleanza Cooperative Agroalimentari, a cui aderiscono le tre centrali Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentari e Agci-Agrital, associa oltre 5.000 cooperative agroalimentari ed oltre 800.000 soci produttori ed esprime un fatturato complessivo che supera i 35 miliardi di euro, pari al 25% di tutto il valore della Produzione Lorda Vendibile del comparto agroalimentare. È operativo dal 2015 un Coordinamento del Settore Biologico dell’Alleanza, a cui partecipano oltre 40 cooperative associate, presieduto da Andrea Bertoldi.

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