I l 27 novembre è stata inaugurata la nuova piattaforma di lavorazione e confezionamento di Vivitoscano, la società del gruppo Apofruit con sede a Firenze presso il Centro Alimentare Polivalente Mercafir e specializzata nella commercializzazione di ortofrutta biologica.
Si tratta di una struttura di circa 2.000 mq che ospita due celle frigorifere, sale di lavorazione con sei linee per il confezionamento, deposito e uffici. La nuova piattaforma è stata  realizzata grazie ad un Progetto Integrato di Filiera (PIF) finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito dei piani di sviluppo agricolo.
L’opera risponde in pieno alle finalità del PIF: realizzare interventi per favorire l’integrazione fra i diversi soggetti che operano nell’ambito della filiera e migliorare le relazioni di mercato per i prodotti ortofrutticoli toscani, con particolare riferimento a quelli ottenuti da agricoltura biologica.

“Nel 2015 – evidenzia il presidente di Vivitoscano Massimo Biondi – abbiamo realizzato un fatturato di 9,5 milioni di euro sul canale commerciale della GDO e su quello della ristorazione collettiva e commerciale, e ad oggi registriamo un trend di crescita del 13,5%. Questa nuova struttura nata nell’ambito di un importante progetto di filiera ci permetterà di seguire al meglio questo sviluppo valorizzando soprattutto il prodotto delle aziende agricole locali”.

ernesto-fornari“La Toscana – dice Ernesto Fornari, direttore generale di Vivitoscano e di Canova, licenziataria del marchio Almaverde Bio – è una regione che ama molto il localismo e i prodotti ortofrutticoli a chilometro zero. La nuova piattaforma  ci permette di lavorare e confezionare, 24 ore su 24, ortofrutta biologica toscana di prima e quarta gamma, e di effettuare le consegne in tempi giusti e in tutte le zone della regione, da Nord a Sud, fino a sfiorare il territorio romano dove operiamo con Viviromano”.
“Il nostro obiettivo – aggiunge Fornari – è spingere e valorizzare il biologico locale. A questo proposito, stiamo proponendo alla GDO toscana di espandere la gamma delle produzioni ortofrutticole sfuse”.
Per il futuro c’è l’intenzione di sviluppare il mercato bio del meridione: “Con Viviromano copriamo Lazio, Umbria, Campania e Abruzzo. Stiamo cercando, ora, di avere una presenza diretta anche nel sud, in modo da sviluppare una logistica efficiente per rifornire quotidianamente i clienti di Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia”.